Servizi

CONSULENZE:

Redazione manuali HACCP.
Certificazioni di qualità secondo ISO 9001
Rintracciabilità aziendale e di filiera ISO 22005

    

AZIENDE/PRIVATI

La maggior parte delle attività del laboratorio di analisi sono svolte a favore di clientela aziendale. I nostri clienti comprendono più settori dall’agroalimentare, la grande distribuzione, enti pubblici, aziende mangimistiche, aziende agricole, studi privati, le aziende vanno dalla grande e media impresa fino all'officina dell'artigiano, dall'azienda alimentare alla bottega a gestione familiare fino al cliente privato.

I Principali servizi offerti:

- In campo di igiene e sicurezza alimentare, effettuando campionamenti, prelievi ed analisi microbiologiche su attrezzature, impianti, superfici di lavoro ed ambienti per valutarne lo stato di sanificazione e salubrità.
- In campo agroalimentare, effettuando campionamenti, prelievi ed analisi chimiche e microbiologiche su materie prime, prodotti alimentari ad uso umano e zootecnico e feci animali.
- Elaborazione tabelle nutrizionali di alimenti;
- Shelf life

AMBIENTE

In campo ambientale, effettuando campionamenti, prelievi ed analisi in particolare di:

ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
I controlli sulle acque destinate al consumo umano vengono eseguiti ai sensi del D. Lgs.31 del 02/02/01 (Attuazione della direttiva 98/83 relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano).
Tale decreto definisce le caratteristiche di qualità che deve avere l’acqua per potere essere considerata potabile. Prelievi, analisi chimiche e microbiologiche a riguardo, assumono carattere routinario su acque di falda e di pozzo che devono essere controllate al fine di garantire la potabilità nel caso di approvvigionamento idrico autonomo di utenze private (ad esempio per l’ottenimento dell’abitabilità), oppure nell’ambito di pubblici esercizi per l’ottenimento dell’agibilità e, non meno importante, nel controllo degli approvvigionamenti idrici autonomi in ambito industriale.

ACQUE DI PISCINA
I controlli su acque di piscina (sia pubbliche che a gestione privata) vengono eseguiti ai sensi della Norma UNI 10637/97 (Requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità dell’acqua di piscina) la quale definisce i requisiti chimici e microbiologici delle acque destinate all’utilizzo negli impianti sopra citati. Nelle regioni in cui sono state elaborate specifiche disposizioni, i controlli vengono eseguiti anche ai sensi dell’Accordo del 16/01/2003 (Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio).

ACQUE DI SCARICO

Controllo impianti di depurazione:

ACQUE REFLUE
Prelievi e analisi chimiche e microbiologiche di acque di scarico depurate e non, provenienti da insediamenti produttivi e/o da impianti di depurazione pubblici vengono eseguiti nel rispetto delle legislazioni vigenti e cioè della Parte Terza (Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche) del D.L.gs 03 aprile 2006 n. 152, del D.Lgs. 152 del 11/05/99 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole) e successive modifiche e integrazioni, e del D.M. 185 del 12/06/03 Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell’articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152). Tali controlli sono indispensabili non solo per monitorare il buon funzionamento dell’impianto e la qualità delle acque trattate, ma anche per l’inoltro di domande di autorizzazione allo scarico per nuovi insediamenti produttivi e/o per insediamenti già esistenti che devono adeguarsi alle nuove normative in materia.

ACQUE SUPERFICIALI
Campionamenti e analisi chimiche e microbiologiche di acque superficiali provenienti da fiumi, laghi e mare, idonee alla balneazione, vengono eseguiti nel rispetto del D.P.R. n. 470 del 08/06/82 (Attuazione della direttiva CEE n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione) e successive modifiche e integrazioni. Nel caso in cui l’acqua superficiale debba essere destinata alla produzione di acqua ad uso potabile, a colture ittiche o semplicemente debba essere monitorata la classe di qualità della stessa, i controlli dell’acqua devono rispettare quanto indicato nei vari allegati del D. Lgs. 152/99. Lo stesso decreto infatti regolamenta le caratteristiche di qualità relative ai corpi idrici superficiali, caratteristiche regolamentate anche dal D.M. 367 del 06/11/03 (Regolamento concernente la fissazione di standard di qualità nell’ambiente acquatico per le sostanze pericolose, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152).

RIFIUTI E FANGHI DI LAVORAZIONE

Analisi e valutazione ai fini della classificazione dei rifiuti ai sensi del D.Lgs 152/06 e s.m.i (Norme in materia ambientale) parte IV (Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati) ai sensi della Decisione 2000/532/CE e s.m.i. (Decisione della Commissione, del 3 maggio 2000, che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi) e analisi ai fini dello smaltimento ai sensi del D.Lgs. 36/03 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), D.M. 03/08/05 (Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica) e delibera del C.I. del 27/07/84 (Disposizioni per la prima applicazione dell'articolo 4 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti).

Analisi e valutazione della recuperabilità di rifiuti non pericolosi ai sensi del D.M. 05/02/98 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22) e D.M. 186/06 (Regolamento recante modifiche al decreto ministeriale 5 febbraio 1998 "Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22").

TERRENI

Prelievi e le analisi su terreni ad uso agricolo vengono eseguiti ai sensi di quanto citato nel D.M. 13/09/99 (Approvazione dei metodi ufficiali di analisi chimica del suolo) sia per definire le caratteristiche agronomiche del suolo (ricerca di macro e micro inquinanti), sia per stabilire l’eventuale capacità del terreno a ricevere fanghi da impianti di depurazione o di altro tipo, riutilizzabili ai fini agronomici, D.Lgs n. 99 del 27/01/92 (Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura).

FERTILIZZANTI E COMPOST DA IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO

I controlli analitici dei fertilizzanti e dei compost vengono eseguiti nel rispetto di quanto indicato dalla Legge n. 748 del 19/10/84 (Nuove norme per la disciplina dei fertilizzanti) e successive modifiche e integrazioni.
Se il fertilizzante in questione è un fango già stabilizzato proveniente da un impianto di depurazione biologico, tale fango deve essere conforme a quanto riportato nel D.Lgs. n. 99 del 27/01/92.
Nel caso in cui il compost sia costituito da residui organici selezionati riutilizzabili per la produzione di fertilizzanti o da fanghi da impianti di depurazione non ancora stabilizzati, i controlli analitici devono essere eseguiti secondo quanto riportato nel D.M. 05/02/98 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22) e nel rispetto della delle varie deliberazioni regionali attualmente in vigore. Una volta in uscita dall’impianto di compostaggio, oltre al rispetto di quanto indicato nella Legge n. 748/84, nel D.M. del 05/02/98 e nella Delibera del Comitato Interministeriale del 27/07/84 (Disposizioni per la prima applicazione dell'articolo 4 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti) si deve verificare la conformità di quanto riportato nelle Deliberazioni regionali nel caso in cui ci sia rilevanza.
Per la produzione di compost con marchio CE vengono eseguite analisi ai sensi del Regolamento CE n. 2003 del 13/10/2003 (Regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 2003 relativo ai concimi).

INSES srl | loc. zona industriale - strada c1 - 09039 Villacidro | P.IVA: 03671710923 
Tel. - Fax. 070 9313074 | Email: info@insesanalisi.it
Realizzazione siti web: J-Service